Zitto zitto il Paese va meglio

Così gli incompetenti stanno salvando l’economia messa ko dai bravi di prima. Malgrado l’evidenza su molti giornali e nei talk show continua la tiritera di un Paese in ginocchio

di Gaetano Pedullàlanotiziagiornale.it

I giornali ne parlano poco, ma da qualche tempo la nostra economia sta centrando un record dietro l’altro. Il podio odierno tocca ai mutui, che secondo l’associazione nazionale delle banche sono scesi a un tasso medio dell’1,78%, cioè il più basso di sempre. Se ricordiamo quello che dicevano esimi opinionisti quando l’Europa e i mercati ricattavano il Governo gialloverde a colpi di spread, per costringerlo a fare la manovra di lacrime e sangue che piaceva a Lor signori, oggi dovremmo avere tassi da Stati sud americani. Invece le cose non solo vanno molto diversamente, ma lo stesso spread sul debito sovrano viaggia intorno a 180 punti, in avvicinamento ai livelli di quando la Banca centrale europea metteva ogni mese 80 miliardi di euro nel sistema finanziario. Un bell’aiuto di cui non godiamo più dalla fine dell’anno scorso, e che ha fatto faticare non poco le imprese.

Nonostante questo proviamo a mettere in fila i risultati dopo appena un anno di cura essenzialmente 5 Stelle, visto che Salvini si è occupato prevalentemente di immigrazione e propaganda, con improbabili passerelle di industriali e sindacati al Viminale (a meno di volergli attribuire meriti per le manovre dei suoi uomini nel far passare gli emendamenti utili ad Arata & soci). E allora cominciamo. A giugno il tasso di disoccupazione è sceso al 9,9%, cioè il livello più basso dal 2012. Parallelamente, il tasso di occupazione è salito al 59% cioè il dato più alto dal 1977.
Per effetto del decreto dignità, i contratti a tempo indeterminato sono aumentati di 328mila, invertendo il trend di una precarietà salita dopo il Jobs Act. Anche la produzione industriale è tornata a crescere, registrando a maggio un +0,9%. Le grandi imprese quotate alla Borsa di Milano si apprestano a chiudere i risultati del primo semestre con utili stimati in crescita dell’8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. La fiducia dei mercati sull’Italia è risalita a tal punto da consentire al Tesoro di piazzare a tassi nuovamente in discesa i titoli del debito pubblico addirittura a 50 anni, i cosiddetti Btp Matusalemme.

E a proposito di debito pubblico, da sempre in aumento, anche quando godevamo degli stimoli europei, il mese scorso per la prima volta abbiamo visto una minore spesa per 8,7 miliardi. Qualcosa di incredibile se consideriamo che più di un milione di poveri hanno ottenuto – anche loro per la prima volta – una rete di protezione grazie al Reddito di cittadinanza. Per non parlare, infine, della Commissione Ue che ha rinunciato alla procedura d’infrazione. Questo non vuol dire che tutto va bene madama la marchesa e i ristoranti sono pieni, come si illudeva a suo tempo Berlusconi. Le crisi aziendali, quasi tutte ereditate dal passato, mordono e il Pil è positivo di appena un soffio. Ma il quadro generale non è quello di un Paese che va in malora per colpa degli incompetenti Cinque Stelle, come si sente ancora ripetere a tiritera proprio da chi ci ha lasciato un’eredità terribile e adesso vuol convincerci di avere tutte le ricette per far funzionare le cose. Senza spiegarci come mai se erano così competenti hanno fatto peggio degli incompetenti che pezzo a pezzo stanno invertendo la rotta del passato.

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