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Strategia Ferrari sul cambio gomme: Leclerc a Montreal avrebbe potuto disturbare Hamilton (Pino Allievi)

Le strategie Ferrari sul cambio gomme tra i propri piloti: il monegasco a Montreal avrebbe potuto giocare un ruolo migliore per il risultato del compagno di squadra

“Penso che difficilmente avrei potuto ottenere un risultato migliore. E’ stato un peccato per la squadra aver perso così la prima vittoria della stagione. Sono rientrato tardi per il pit stop in quanto speravamo in una Safety Car che non c’è stata”: queste le parole di Charles Leclerc alla fine del GP del Canada. Lui tutto solo a meditare sulla propria gara (con autocritica per certi errorini nelle prove), dall’altra parte del garage Ferrari la polemicona per l’arretramento di Vettel dal primo posto. Nel frastuono di un dopogara particolarmente acceso, è però passato in secondo piano un fatto dentro il fatto. Cioè la splendida gara che Leclerc ha disputato una volta montate le gomme a mescola più dura. Il che è avvenuto al 33° giro, ovvero sette passaggi dopo Vettel e cinque dopo Hamilton. Tornando in pista, il monegasco si è ritrovato distanziato di 14’’6 da Vettel, che a sua volta precedeva Hamilton di 3’’1. Leclerc ha impiegato qualche giro per mandare in temperatura le gomme. Poi, complici i due protagonisti di vertice che si davano battaglia, ha cominciato a recuperare in modo furioso ed ha concluso a soli 6 secondi da Sebastian, senza sapere che il compagno era stato penalizzato. A questo punto vengono tanti dubbi e, col solito senno di poi, mi chiedo che cosa avrebbe potuto fare Charles se fosse stato fermato per il pit stop con qualche giro d’anticipo. Ho infatti il sospetto che sarebbe stato capace di andare a riprendere Hamilton e magari dargli pure fastidio, con grande gaudio di Vettel il quale, davanti, sarebbe stato molto più tranquillo. Fantasie? No. E’ sufficiente gettare un occhio ai giri più veloci (escluso quello ottenuto da Bottas con un apposito treno di Soft), da cui risulta che Leclerc con le Pirelli Hard è stato il più rapido di tutti, girando mezzo secondo sotto i limiti di Hamilton e Vettel. Insomma, la Ferrari a Montreal è stata “tanta roba”, come si usa dire, ma anche molto nascosta tra le pieghe di vicende clamorose che hanno avuto il sopravvento. Sarò un illuso, però con Leclerc lanciato in anticipo, le cose sarebbero potute andare diversamente. E forse Vettel, con l’azione di disturbo del compagno a Hamilton, avrebbe vinto, evitando pure quella sciagurata (e letale) uscita di pista. Eccesso di ottimismo?