LE INTERCETTAZIONI – La cricca: Giorgetti è un amico nostro

E l’imprenditore varesino chiese: “Chi è che va al tavolo? Giorgetti?”

Come spiega Daniele D’Alfonso, imprenditore rampante, pagatore di mazzette e amico dei clan “è sempre una questione di rapporti”. A Milano e non solo. A Varese, ad esempio, terra di Lega, città natale di Bobo Maroni, per anni governata da Attilio Fontana. E di queste terre è anche Giancarlo Giorgetti, vicesegretario federale della Lega e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Insomma l’uomo più vicino al vicepremier Matteo Salvini. Giorgetti allo stato non risulta indagato nell’inchiesta della Procura di Milano. Il suo nome, però, compare diverse volte negli atti. Legato, in particolare, all’imprenditore Claudio Milanese, figlio di Gianluigi già coinvolto negli anni Novanta nella Tangentopoli varesina.

È il 10 dicembre 2018. In auto ci sono Gioacchino Caianiello e Diego Sozzani, all’epoca già parlamentare azzurro. Guidano verso la sede della Econord di Milanese. Obiettivo dell’appuntamento sono le necessità di Milanese di rilanciare una sua azienda. “Se ha bisogno un paio di responsabili di pubbliche relazioni esterne gliele facciamo volentieri”, dice Sozzani. Caianiello va a ruota libera e spiega che “Milanese è amico di Giorgetti”. E ancora: “Qui è dove c’è Giorgetti, io lo indirizzo, dico ‘vai dal tuo amico!’, capì?! Io quando devo dirgli qualcosa (…) l’altro risponde, perché storicamente sono qui, sono imprenditori della zona e lui è un personaggio eh”.

NON SBAGLIA Caianiello. Milanese, non indagato, è un imprenditore di successo e uomo di relazioni sul territorio. Noto, ad esempio, il rapporto con Paolo Orrigoni, il re dei supermercati Tigros, anche lui citato nelle carte ma al momento non indagato. Il suo nome compare perché ha il progetto di costruire su un’area finita nell’indagine per un’ipotesi corruttiva. Ma non pare, ora, questo il punto. Orrigoni interessa in questo caso perché anche lui è molto vicino a Giorgetti. Nell’ultima tornata elettorale, lo stesso imprenditore si candiderà (senza vincere) alla poltrona di sindaco di Varese con il supporto esplicito di Fontana e dello stesso Giorgetti. Mister Tigros è in buoni rapporti anche con Andrea Cassani, leghista, sindaco di Gallarate, nonché tra i fondatori dell’associazione “Maroni presidente” finita in un’inchiesta della Procura di Milano dove risulta indagato l’assessore regionale Stefano Bruno Galli.

Milanese ha costruito per Orrigoni, così come anche un parente del parlamentare leghista Matteo Bianchi. Relazioni di potere in salsa padana, con Giorgetti in testa. Il quale con Milanese condivide la passione per la squadra di calcio del Varese. Intanto il duo Sozzani-Caianiello è arrivato alla Econord. È sempre il 10 dicembre del 2018. Ad aspettarli Milanese e il suo braccio destro Sergio Bresciani, già socio nella Compagnia costruzioni italiana. Oltre al rilancio dell’azienda, sul tavolo ci sono i cattivi rapporti di Milanese con Anas, le cui nomine saranno ridiscusse a breve. Per questo Milanese chiede: “Chi è che va al tavolo? Giorgetti, chi va?”. Risponde Sozzani: “È lui! Lui sicuramente nella Lega è quello che dice la sua”. Mentre per capire cosa sta facendo l’Anac sulla documentazione relativa a un appalto a L’Aquila vinto da Bresciani, Sozzani si mette subito a disposizione: “Vabbè io sento l’Anac a che punto è”. Naturalmente il parlamentare, che pagava “la decima” a Caianiello, vuole un ritorno economico. Dice: “Volevo fare un discorso”. Milanese lo interrompe: “Consulenziale”. Chiarisce Caianiello: “Fare il punto dai! Il dare e avere”. Insomma, emerge sempre più un centro di potere nell’area di Varese. Dove Giorgetti è persona riconosciuta, Fontana ha governato per anni e Caianiello, alias “Jurassic park”, si muove in tutta libertà, mantenendo rapporti, ad esempio, con Orrigoni e attraverso di lui con Giorgetti. È Nino Caianiello la cerniera tra Forza Italia e Lega. È lui, ad esempio, che da condannato in via definitiva per concussione partecipa ai tavoli politici per la costruzione del nuovo ospedale di Gallarate assieme a Maroni e all’assessore Gallera.

DANILO RIVOLTA, ex sindaco di Lonate Pozzolo già condannato per corruzione, spiega ai magistrati: “Caianiello è presidente onorario della fondazione Agorà che gestisce la politica a Milano, Varese e Como “. Chiedono i pm: “Sull’operazione dell’ospedale unico di Gallarate c’entra Caianiello?”. Risposta: “Sì, la sta gestendo e coinvolge l’assessore alla Sanità della Regione Lombardia Gallera, tramite l’assessore Sala” (Fabrizio, ndr). Un quadro allo stato senza rilievo penale, ma che, in via generale, spiega le relazioni tra affari e politica. A Varese, nel cuore della Lega di Salvini e di Giorgetti.

DM – il Fatto Quotidiano 9 maggio 2019

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