L’agguato mafioso al cittadino Toninelli

La stampa serva delle lobby ha compiuto uno squallido agguato contro il ministro Toninelli. Ha estratto un fotogramma in cui il ministro sorride prima di una trasmissione televisiva vicino al modellino del ponte genovese e lo ha sbattuto in prima pagina. Lo ha fatto così, fuori da ogni contesto dandolo in pasto agli avvoltoi del circo mediatico. Un agguato davvero squallido con lo scopo di far passare il messaggio che il ministro Toninelli se ne frega della tragedia del ponte genovese e ci scherza sopra perché persona insensibile, poco seria e indegna del ruolo che ricopre.

Siamo al paradosso. La stampa serva dei vecchi partiti e delle lobby corresponsabili dello sfascio delle autostrade e dell’intero paese, infamano a tradimento coloro che cercano di rimuovere le macerie e ricostruire. Vogliono boicottare il governo del cambiamento e farlo con ogni mezzo finché la carcassa del vecchio regime è ancora in piedi e i loro picchiatori ancora in giro pronti a colpire. Un agguato che puzza di vendetta e di avvertimento. Un agguato che puzza di mafia.

Vogliono intimidire il ministro Toninelli, vogliono che il governo arretri rispetto alla sua lotta alla collusione tra stampa, lobby e politicanti del vecchio regime e vogliono che il governo ci ripensi sulla nazionalizzazione di autostrade e sulla revisione di tutte le concessioni. Vogliono continuare a comandare loro. Un sabotaggio eversivo che si sta infuocando man mano che il governo gialloverde tocca i nervi del vecchio regime. Non è il primo attacco a Toninelli. È da settimane che lo colpiscono, l’hanno preso di mira perché si è dimostrato caparbio ed ha le mani su dossier che scottano.

Da quando è partito il governo gialloverde, Toninelli è stato tra i ministri più attivi. Ha dovuto lavorare sia per l’emergenza immigrazione sia per l’inaspettata tragedia del ponte. E non c’è ombra di dubbio che il ministro Toninelli abbia fatto un ottimo lavoro. Lo dice la sua determinazione e professionalità, lo dicono i risultati sul contenimento degli sbarchi a cui ha contribuito e quelli ottenuti con una rapida e decisa reazione alla tragedia di Genova. Dalle prime ore dopo il crollo fino al decreto approvato solo ad un mese dalla tragedia, Toninelli è stato sempre in prima linea essendo di sua competenza.

Ma non solo, Toninelli ha fatto quello che il vecchio regime politico mafioso non ha mai avuto il coraggio di fare, ha scoperto il verminaio delle concessioni autostradali desegretando i contratti e denunciando le porcherie del passato. Invece cioè di piegarsi ai signori delle lobby e trafficare dietro le quinte sulla pelle dei cittadini come sempre successo in passato, Toninelli li ha schifati in nome della trasparenza e dell’interesse generale. Ed è per questo che il ministro subisce costanti agguati dal vecchio regime politico mafioso. La sua imperdonabile colpa è quella di non aver esitato nemmeno un secondo a schierarsi dalla parte dei cittadini. O peggio ancora, di essere, un cittadino.

Tommaso Merlo

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