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IL BRADIPO RAMPANTE – Ferrari, è crisi vera

Formula Mercedes: Hamilton-Bottas 3-2. Ferrari, è crisi vera

Hamilton fulmina Bottas per la quinta doppietta nelle prime 5 gare: mai successo. Delusione rossa, Vettel e Leclerc battuti anche da Verstappen (Red Bull)

di Luigi Perna – INVIATO A MONTMELÓ (SPAGNA) – la Gazzetta dello Sport 13 maggio 2019

Savolta mister Zetsche si è perfino concesso una doccia di champagne sul podio, mentre Lewis Hamilton e Valtteri Bottas lo portavano in spalla, con i baffoni bianchi che sorridevano più del solito. Scene da un trionfo. È la quinta doppietta consecutiva su cinque gare, per questa Mercedes stellare che continua a riscrivere la storia della F.1. Chi si sarebbe aspettato un dominio così, dopo un lustro di abbuffate mondiali che avrebbero appagato chiunque? Invece è la realtà. Vincono sempre loro, regalando al presidente della Daimler la passerella più dolce al termine del suo lungo mandato. Il successo Hamilton l’ha dedicato al boss e al piccolo Harry, un bambino gravemente malato dal quale è giunto un messaggio video che il campione inglese ha preso come «ispirazione» per conquistare il terzo successo dell’anno davanti al compagno di squadra.

Addio spettacolo

La classifica è in bilico fra Lewis e Valtteri, che ha conquistato a sua volta due GP, e l’interesse si ferma lì. Perché le rosse di Sebastian Vettel e Charles Leclerc sono lontanissime, alle prese con mali profondi che gli ingegneri di Maranello non riescono a risolvere nonostante mille sforzi, facendo temere che questo Mondiale sia deciso ancora prima di entrare nel vivo. Una buona notizia per la Mercedes e per il suo team principal Toto Wolff, ma non certo per Liberty Media e per gli appassionati, come testimoniava ieri la tribuna semivuota del Montmelò. Le Frecce d’argento rischiano di ammazzare lo spettacolo. Tanto che Hamilton, con un certo pietismo, si è augurato di rivedere presto una battaglia vera fra Mercedes e Ferrari come nelle ultime due stagioni, «perché non piace a noi piloti né al team vincere senza lottare».

Errori e indecisioni

Per le rosse è stata una domenica di passione. Anche l’azzardo di Vettel, che ha provato a passare all’esterno le Mercedes nella prima curva bloccando le ruote e finendo per ostacolare il compagno Leclerc, è sembrata la mossa della disperazione. «Dovevo provare qualcosa – ha ammesso Seb –, ma non ha funzionato». Ne ha approfittato il solito Max Verstappen, che ha superato in tromba le due Ferrari, impostando una corsa superba che l’ha portato sul podio e al terzo posto nella classifica iridata davanti proprio a Seb.

La Ferrari è stata indecisa pure nei pit-stop (lenti) e negli ordini di squadra, aspettando troppo per scambiare le posizioni fra Vettel e Leclerc all’inizio e poi fra Leclerc e Vettel più avanti. Ma sarebbe cambiato poco. La riprova quando è entrata la safety car per l’incidente fra Lando Norris e Lance Stroll, che ha azzerato tutto. Le rosse sono ripartite dietro Verstappen, ma l’olandese (a parità di gomme medie) ha respinto Vettel facilmente, confermando che ieri la Ferrari era inferiore perfino alla Red Bull-Honda, sulla pista dove in inverno sembrava volare.

Lo spettro del 2016

Hamilton si è così divertito a giocare, sotto lo sguardo dell’amico calciatore Neymar, conquistando la vittoria numero 76 con il grande sorpasso iniziale su Bottas e una gara autoritaria in cui ha dettato il ritmo in ogni momento. Permettendosi, da personaggio qual è, di scherzare anche sul rinnovo del contratto e sul presunto flirt con la Ferrari, in modo da lanciare un messaggio a Wolff. Mentre gli uomini in rosso hanno incassato un’altra sconfitta bruciante. Neppure il nuovo motore e gli sviluppi aerodinamici portati in anticipo qui in Spagna hanno invertito la tendenza delle prime quattro gare. Anzi, i difetti della SF90 si sono amplificati e il divario dalla Mercedes è aumentato (8 decimi in qualifica) facendo tornare in mente lo spettro del 2016, ultima stagione con zero vittorie.

Limiti congeniti?

A Maranello hanno capito fin dall’esordio in Australia quali siano i guai della macchina, ma non esiste la ricetta per risolverli in fretta, facendo pensare a un progetto con limiti congeniti nel telaio e nell’aerodinamica, tanto da non riuscire a sfruttare le gomme soft rispetto alla Mercedes, il cui lavoro sulle sospensioni al retrotreno è stato formidabile. Il team principal Mattia Binotto non l’ha nascosto: «L’auto ha mostrato debolezze. Eravamo veloci in rettilineo ma lenti in ogni curva, a causa del sottosterzo. Dobbiamo analizzare i motivi. I test di martedì (domani; n.d.r) e mercoledì saranno importanti per la gara di Montecarlo. Non molleremo». Gli verrà dato il tempo? L’amministratore delegato Louis Camilleri assicura di sì, nonostante l’ansia di vittoria. Ma a inizio anno anche la posizione di quest’ultimo era data in bilico. Perciò a Maranello nessuno può dormire sonni tranquilli.