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E Renzi ristruttura il suo villone

Sono partiti i lavori nell’abitazione da 1,3 milioni situata nella zona più chic di Firenze. Gli architetti e i primi operai hanno iniziato a ripulire i muri dal vecchio intonaco

Un sogno covato per anni. Una piccola rivalsa verso chi, a sua detta, non lo ha saputo apprezzare fino in fondo. L’attesa volge al termine e il momento in cui Matteo Renzi entrerà nella nuova magnifica villa di via Pietro Tacca, in uno dei quartieri più ambiti di Firenze, si avvicina. I lavori di ristrutturazione sono infatti iniziati ieri mattina. E andranno avanti per un paio di mesi. Almeno a sentire uno dei muratori che ha iniziato ad occuparsi dei cosiddetti «saggi». Nello specifico si tratta del distacco di un’area dell’intonaco al fine di individuare la tipologia e la tessitura del paramento murario in esame.

Questa operazione preliminare, considerata dagli esperti fondamentale per il buon andamento dei successivi lavori, permette inoltre di individuare la presenza di elementi strutturali non a vista, nicchie o cavedi per l’alloggiamento dell’impiantistica.

Oltre ai tre operai presenti nella magnifica villa di due piani, su una superficie catastale di 276 metri in categoria A7, ieri pomeriggio c’erano anche due piccoli camion di color bianco e gi architetti e i geometri che seguiranno con attenzione tutta la ristrutturazione.

Via Pietro Tacca è una delle strade più belle di Firenze. Un autentico paradiso. Isolato rispetto alla confusione del centro storico, ma ad un passo da piazza del Duomo o dalla stazione ferroviaria. Immerso nel verde e nel silenzio. Qui i prezzi di acquisto degli immobili non sono certo alla portata di tutti. Anzi, sono riservati a pochi, pochissimi eletti che possono entrare nell’eden. Medici di fama internazionale, imprenditori di successo, professionisti di comprovata bravura. E Matteo Renzi, ex primo ministro, attuale «senatore semplice» come ama definirsi. L’uomo che avrebbe dovuto rottamare la politica italiana, cambiarla e ritirarsi a vita privata, qualora avesse perso il referendum. E che, nonostante il 60% dei no degli italiani alla modifica della costituzione, ogni giorno cinguetta su Twitter e mette bocca su ogni minima decisione del Pd. Trascinando il più importante partito della sinistra italiana ad un passo dal 16%.

AI termine della testimonianza durante il processo che vede il Bullo vittima di diffamazione da parte dell’ex dipendente comunale Alessandro Maiorano, Renzi sottolineò, di fronte a numerosi giornalisti, che tutti i pagamenti della casa sarebbero stati resi noti alla pubblica opinione. Un gesto di trasparenza dettato soprattutto dal tentativo di annacquare il grande clamore suscitato dall’esclusiva della Verità dello scorso 29 giugno. Il nostro quotidiano fu il primo infatti ad informare gli italiani sulla precisa collocazione della nuova villa dell’ex premier da 1,3 milioni di euro, ma soprattutto a raccontare i retroscena di un acquisto che aveva alcune stranezze.

In molti si chiesero come fosse possibile per una persona con soli 15.000 sul conto corrente (come raccontò lui stesso l’1 gennaio scorso durante una puntata di Matrix) potesse versare una caparra di 400.000 euro spalmati su quattro assegni circolari da 100.000 euro l’ uno, emessi il 12 giugno scorso dal Banco di Napoli, l’istituto di credito a cui si affidano i parlamentari. Senza dimenticare una seconda stranezza. I vecchi proprietari, Natalia Gajo e i suoi figli Giusto e Oretta Puccini avevano presentato una domanda di sanatoria edilizia nel lontano 1986 che riguardava «alcuni ampliamenti e modifiche interne ed esterne». Una richiesta rimasta inevasa per oltre 30 anni e, magicamente, accolta nel 2017, con la sanatoria numero 3150. Tu chiamale, se vuoi, coincidenze.

di CHRISTIAN CAMPIGLILaVerità 21/09/2018