2018, il ritorno del PC

Il PC sta tornando? Dopo anni in caduta libera ecco il segnale che l’industria attendeva: che sia o meno quello che in gergo si definisce come “il rimbalzo del gatto morto” (ossia: il rimbalzo non significa vitalità, ma soltanto un meccanismo che testimonia il fatto che si è toccato il fondo), la statistica restituisce il segno “+” al comparto e una inversione di tendenza per molti versi inattesa.

+1,4% secondo Gartner, +2,7% secondo IDC (stime differenti in virtù di differenti valutazioni sulle categorie ibride come Surface o Chromebook), in ogni caso un andamento positivo dopo anni di perdita che sembravano il preludio alla conversione definitiva all’egemonia mobile. Eppure, sebbene i dispositivi mobili abbiano ancora molto da dire, anche il mondo PC può avere ancora molto da raccontare: l’andamento degli ultimi anni è frutto di un necessario e doveroso riequilibrio imposto dall’avvento degli smartphone e dei tablet, ma ciò non significa che desktop e laptop siano destinati a scomparire: anzi. Ad imporsi è soprattutto la trasformazione digitale nelle aziende, la cultura informatica nelle famiglie, il supporto digitale nelle scuole e tutta una serie di altre dinamiche che disseminano domanda di device in ogni ambito.

Lenovo e HP siedono a parimerito in cima alla classifica Gartner dei gruppi più prolifici nel settore (21,9% dei dispositivi distribuiti), con Lenovo che registra però la miglior ascesa relativa rispetto all’anno precedente (+10,5%). Seguono Dell (16,8%), Apple (7,1%) e Acer (6,4%). Complessivamente sarebbero stati 61,1 milioni le unità commercializzate nel secondo trimestre dell’anno, con una percentuale variabile tra 25 e 30% di unità distribuite da una molteplicità di produttori minori – a conferma del fatto che il mercato è sufficientemente differenziato e concorrenziale.IDC conferma sostanzialmente il medesimo quadro generale ma sottolinea altresì come l’Europa abbia visto fin qui un mercato ben poco vivace, con la maggior parte delle vendite concentrate nei processi di rinnovo macchine all’interno delle realtà aziendali.

Netmarketshare: Linux fa segnare un nuovo record

Non sembra arrestarsi la crescita di Linux secondo i rilevamenti di Netmarketshare.

Linux sarebbe in crescita netta nell’utilizzo da parte dell’utenza, stando ai dati rilevati da Netmarketshare. La compagnia basa le proprie statistiche registrando i sistemi operativi dai quali vengono acceduti i principali siti internet nel mondo. Lo scorso mese di Agosto Linux aveva toccato un nuovo record storico (ad oggi superato) toccando quota 3,37%.

A Settembre il pinguino si è superato raggiungendo il 4.83% su pc desktop rosicchiando oltre un punto percentuale a Windows che è calato dal 90.7% di Agosto all’attuale 88.88%. Piccola crescita anche per Apple, la casa di Cupertino ha fatto segnare una crescita dal 5.94% all’attuale 6.29%.

La crescita di Linux negli ultimi mesi è stata impressionante, il che fa dubitare molto dell’attendibilità dei risultati di questa statistica. Basta sottolineare che da Novembre 2015 a Maggio di quest’anno Linux non ha mai superato il 2%. Da Maggio a oggi la percentuale è più che raddoppiata senza apparente motivo.

fonte: punto-informatico.it

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