Il Movimento tra ombrellone e nemici (Tommaso Merlo)

Il lavoro governativo del Movimento 5 Stelle è stato davvero ottimo fino ad oggi. Doveva scatenarsi chissà quale catastrofe istituzionale e finanziaria con la prima conquista del potere nazionale da parte dei cittadini a 5 stelle ed invece dal 4 marzo soffia un piacevole e salutare vento di cambiamento dopo decenni di muffa partitocratica.

Un vento rappresentato egregiamente dal premier Conte che in vista della pausa estiva ha stilato un primo bilancio e preannunciato i prossimi passi. Lo ha fatto senza scrivanie davanti, senza lucidi o copioni preconfezionati, lo ha fatto senza barzellette e pagliacciate ed alla fine ha pure pagato di tasca sua il rinfresco. Sobrietà, serietà, quella di Conte, ma anche coerenza e determinazione politica.

Sono questi i tratti vincenti del Movimento 5 Stelle al governo. Oltre agli obiettivi concreti raggiunti, anche uno stile nuovo che non appartiene purtroppo neanche all’alleato leghista. Molto più pacato e moderato il Movimento, molto più rispettoso e concentrato sulle cose da fare piuttosto che sullo sparare battute ad effetto per alimentare il circo mediatico. Ma la Lega è Salvini, tutto ruota attorno al suo ego, alla sua lingua e il suo stile è trumpiano, tutto tweet e provocazioni.

Il Movimento è invece una comunità di cittadini uniti intorno ad un progetto rivoluzionario, uniti intorno a dei contenuti e dei valori che vanno ben oltre il destino personale dei portavoce e ben oltre qualche passeggero isterismo collettivo. L’esperienza governativa del Movimento 5 Stelle sta dimostrando l’affidabilità e la validità del progetto e sta facendo conoscere cosa sia il Movimento a chi ancora non ha avuto l’umiltà di farlo.

Ma oltre alle turbolenze leghiste e ai limiti contrattuali di manovra, ad ostacolare il lavoro del Movimento ci provano anche le opposizioni. Pd e Forza Italia che sono la stessa cosa, la stessa cosa politicamente defunta. Quello che muove le opposizioni non sono contenuti politici alternativi perché non li hanno. Le loro ricette sono vecchie e hanno già fallito e le loro classi dirigenti hanno perso ogni minima credibilità.

Quello che muove le opposizioni è solo l’odio per la sconfitta subita. Una sconfitta storica che non riescono ad accettare perché accettarla per loro vorrebbe dire cambiare e rinnovarsi cosa che non sanno, che non vogliono e che non possono fare.

Così, alla fine, il loro è solo un patetico tentativo di boicottaggio dei vincitori nella folle illusione di potere tornare a prima del 4 marzo. Un boicottaggio fiancheggiato dai loro complici che ancora infestano la stampa e che ogni santo giorno scatenano tempeste di letame col solo effetto d’impedire il sacrosanto diritto dei cittadini a comprendere cosa stia davvero succedendo nel loro paese.

Una situazione ormai grottesca e che inquina gravemente il normale funzionamento democratico. Ma è quasi Ferragosto e il premier Conte manda tutti a rilassarsi sotto l’ombrellone. Si respira soddisfazione per il buon lavoro svolto fin qui e cauto ottimismo per quello che attende il governo dopo l’estate quando arriverà la manovra economica che prevedrà anche il reddito di cittadinanza e poi le misure anticorruzione e la riforma dell’editoria e altri cavalli di battaglia del Movimento che potrebbero tutti venire realizzati in tempi record.

Ed è proprio questo che temono i nemici del Movimento. Se davvero i cittadini a 5 stelle dovessero riuscire a realizzare il programma al primo tentativo e così rapidamente, i nemici sabotatori dovranno cominciare a pregare che le prossime elezioni siano il più tardi possibile perché non troveranno più nemmeno un cane che gli darà fiducia e questo rimarrà il loro ultimo penoso giro di giostra.

Tommaso Merlo

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